«Io qui dentro ci ho lavorato una vita». «Ciao, ci sei anche tu! Vieni che andiamo a salutare il Marchisio». «Quanti ricordi noi della Waya».
Frasi, abbracci, anche qualche lacrima. La presentazione di sabato della rivista Astigiani è stata l’occasione per ripetere l’eccezionale reunion degli ex dipendenti della più grande fabbrica astigiana, che per oltre un secolo ha intrecciata la vita con quella della città.






Sono arrivati in centinaia nel gigantesco capannone vuoto, dove una volta c’era il reparto collaudo. Al centro, un palco con le sagome di Luigi Way e Alberto Assauto, i fondatori del 1906, e Antonio Griffa, l’imprenditore che ha condotto per decenni l’azienda. Ma c’era anche l’effige di un’operaia al lavoro, una delle oltre tremila bulunere che hanno fatto vivere la Waya.
Il 54° numero della rivista di storia e storie è speciale, a cominciare dalla doppia copertina che ritrae gli operai della Way Assauto sul piazzale nel 1935 e lo stesso piazzale ripopolato il 28 febbraio scorso con gli ex dipendenti e i loro famigliari. Un eccezionale “doppio clic con la storia”, scattato da Giulio Morra e immortalato anche in un poster edito da Astigiani. La rivista dedica alla complessa parabola industriale, sindacale e umana della Way Assauto un ampio dossier con foto, testimonianze, documenti.
Il direttore Sergio Miravalle ha chiamato sul palco Paolo Terzuolo, per oltre trent’anni tecnico alla Waya e che ancora fa vivere con l’associazione Auser e altre realtà i capannoni che furono della Fergom. Con lui Walter Gonella, che ha condotto la ricerca storica su quella che i vecchi astigiani chiamano ancora oggi “i bulùn”.
La particolarità di questo numero di Astigiani è stata sottolineata anche dal presidente dell’Associazione che edita la rivista, Piercarlo Grimaldi: «Siamo sempre numerosi, questa volta Astigiani ha toccato un tema che risuona ancora nella memoria di molti. Rileggiamo il passato per guardare al domani». Era presente anche il sindaco di Asti Maurizio Rasero, che, stimolato da Miravalle, sul futuro dei capannoni e dell’intera area della ex Waya ha indicato nell’inquinamento del sottosuolo il principale limite ai progetti di recupero. Insieme all’assessore Loretta Bologna, Rasero ha anche aggiornato il pubblico sul futuro Bosco degli Astigiani che sorgerà sulle colline di Viatosto: il progetto ha superato il vaglio regionale ed è nella graduatoria per ottenere un finanziamento da oltre 700 mila euro. Un altro passo avanti è stato fatto.






Il dossier Waya è di oltre trenta pagine: le vicende storiche dalla fondazione agli scioperi del ’43, dal boom del Dopoguerra alla crisi di fine Novecento. Tra i presenti all’evento, anche i volti di coloro che hanno lasciato una testimonianza di cosa è stata la vita sotto quei capannoni. In una sala attigua, è stato inoltre proiettato il video realizzato dal videomaker Paolo Cortese che ha unito sequenze riprese lo scorso 28 febbraio in occasione del “doppio clic” e brevi interviste agli ex lavoratori. Ora il video intitolato “Noi della Waya” è disponibile sul sito e sul canale YouTube di Astigiani. Le tante foto ricevute per questo dossier continueranno a essere raccolte su questa pagina.
Miravalle ha poi rapidamente passato in rassegna le pagine su cui sono pubblicati gli altri servizi di questo numero primaverile. A iniziare dall’excursus su 80 anni di referendum visti con un occhio astigiano, a partire da quello del 2 giugno 1946 che vide nella nostra provincia prevalere la Monarchia. Seguono il racconto della nascita e sviluppo del quartiere San Fedele, l’esperimento dell’ingegner Agudio a Dusino San Michele che nella seconda metà dell’Ottocento applicò una nuova tecnologia funicolare su una tratta dismessa della ferrovia, o ancora un approfondimento sul linguaggio delle campane e sul loro ruolo per le comunità.
Sabato era ospite della presentazione di Astigiani la magistrata Rita Sanlorenzo, astigiana e prima donna a ricoprire il ruolo di Avvocata generale della Procura generale della Corte di Cassazione. A lei è dedicata l’intervista “Confesso che ho vissuto” pubblicata sulla rivista. Significative anche le pagine dedicate alla memoria del poeta postino Roberto Collo, la “Ballata per Zoe” dedicata alla ragazza uccisa a inizio febbraio a Nizza Monferrato, e un ricordo della nipote Lorenza sul nonno Luigi Garrone, decano dei giornalisti astigiani scomparso a 101 anni.
Il tempo di sfogliare le 120 pagine di questo Astigiani numero 54, e la presentazione si è conclusa con l’invito alla prossima uscita: appuntamento al 21 giugno con un pic-nic al Bosco degli Astigiani. La rivista è in edicola al prezzo di copertina di 8 euro. I soci abbonati potranno ritirare la loro copia nella sede di Astigiani in via San Martino 2, di fronte a Palazzo Mazzetti, che resterà aperta tutti i martedì, giovedì e sabato pomeriggio dalle 16.30 alle 19. Le formule di abbonamento e i premi sono disponibili sul sito www.astigiani.it, dove è possibile acquistare o rinnovare la sottoscrizione anche attraverso comodi pagamenti on line.
